Sì, conviene ancora fare pubblicità su Google, ma l'approccio e le strategie devono evolversi significativamente in risposta all'era dell'AI.
L'introduzione di strumenti come ChatGPT e la nuova AI di Google sta cambiando le modalità di ricerca degli utenti, che spesso ottengono risposte dirette senza la necessità di cliccare sui risultati tradizionali. Tuttavia, la pubblicità su Google rimane un canale cruciale per diversi motivi:
1. Dominio del mercato: Google detiene ancora la quota maggiore nel settore della ricerca online, garantendo una vasta audience potenziale.
Per sfruttare al meglio la pubblicità su Google nell'era dell'AI, è fondamentale:
In sintesi, la pubblicità su Google non è obsoleta, ma richiede un approccio più strategico, incentrato sulla comprensione del comportamento dell'utente nell'era dell'AI e sulla capacità di offrire valore sia tramite contenuti organici che attraverso campagne pubblicitarie mirate.
Nell'era dell'AI che risponde direttamente agli utenti, il miglior modo per fare pubblicità online si sposta verso la creazione di contenuti di alta qualità e autorevoli, ottimizzati per essere riconosciuti e utilizzati dalle intelligenze artificiali come fonte affidabile di risposte. Ciò significa focalizzarsi su informazioni utili e pertinenti che l'AI possa sintetizzare e presentare agli utenti, rendendo la visibilità come fonte autorevole un elemento chiave della strategia pubblicitaria e del marketing.
Nell'era delle AI, il modo in cui i clienti cercano informazioni e prodotti è cambiato in modo significativo, diventando più fluido, intuitivo, conversazionale e profondamente personalizzato. Non si tratta più solo di digitare parole chiave in un motore di ricerca.
Ecco come cercano le cose ora:
1. Ricerca Vocale e Conversazionale:
* Assistenti Vocali: Molti clienti usano assistenti come Siri, Alexa, Google Assistant o Cortana per fare domande, cercare prodotti, impostare promemoria o controllare dispositivi. Questo significa che formulano le loro richieste in linguaggio naturale, non più solo con parole chiave secche. Ad esempio, non digitano "ristorante pizza Roma", ma "Qual è la migliore pizzeria a Roma vicino a me che sia aperta ora?".
* Chatbot e AI Conversazionali: Sui siti web, nelle app di messaggistica o nelle piattaforme di social media, i clienti interagiscono con chatbot intelligenti per ottenere risposte rapide a domande frequenti, assistenza clienti, o persino per effettuare acquisti, simulando una conversazione umana.
2. Ricerca Semantica e Basata sull'Intento:
* Grazie all'AI (come gli algoritmi BERT e MUM di Google), i motori di ricerca sono molto più bravi a comprendere il significato e l'intento dietro una query, non solo le singole parole. Possono contestualizzare la ricerca, capire sfumature e fornire risultati più pertinenti anche a domande complesse o poco chiare.
3. Raccomandazioni Personalizzate e Proattive (Discovery):
* Spesso, i clienti non "cercano" attivamente nel senso tradizionale, ma scoprono prodotti o servizi. Gli algoritmi AI analizzano il loro comportamento passato, le preferenze, le interazioni sui social media e persino quelle di utenti simili, per proporre contenuti, prodotti o servizi pertinenti ancora prima che l'utente pensi di cercarli. Questo avviene su piattaforme di e-commerce (Amazon, Zalando), social media (Instagram, TikTok, Facebook), servizi di streaming (Netflix, Spotify) e news feed.
4. Ricerca Visiva:
* Con strumenti come Google Lens, Pinterest Lens o le funzionalità di ricerca visiva integrate in molte app di shopping, i clienti possono fotografare un oggetto (un vestito, un mobile, un piatto) e cercare informazioni su di esso, dove acquistarlo o prodotti simili. L'AI interpreta l'immagine per fornire risultati.
5. Domande Dirette e Risposte Immediate:
* I motori di ricerca, supportati dall'AI, cercano sempre più di fornire risposte dirette e concise (ad esempio, tramite "featured snippets", pannelli di conoscenza o riassunti generati dall'AI) direttamente nella pagina dei risultati, riducendo la necessità per l'utente di cliccare su più link per trovare l'informazione desiderata.
6. Ricerca tramite Influencer e Contenuti AI-Curati:
* Sui social media, le scoperte avvengono spesso tramite influencer o contenuti virali che gli algoritmi AI ritengono rilevanti per l'utente. La fiducia verso le raccomandazioni di persone o algoritmi curati diventa un motore di ricerca implicito.
In sintesi, la ricerca è diventata un'esperienza più integrata e meno frammentata, dove l'AI gioca un ruolo cruciale nel prevedere, interpretare e presentare le informazioni nel modo più utile e personalizzato possibile, spesso senza che l'utente debba formulare una richiesta esplicita.