Come cambia il marketing nell’era delle Ai

Come cambia il marketing nell’era delle Ai

La ricerca online sta cambiando: oggi ChatGPT e la nuova AI di Google rispondono prima ancora dei risultati. Cosa significa per utenti, imprese e SEO? Una rivoluzione silenziosa che riscrive le regole del web.
Domande e Risposte

Sì, conviene ancora fare pubblicità su Google, ma l'approccio e le strategie devono evolversi significativamente in risposta all'era dell'AI.

L'introduzione di strumenti come ChatGPT e la nuova AI di Google sta cambiando le modalità di ricerca degli utenti, che spesso ottengono risposte dirette senza la necessità di cliccare sui risultati tradizionali. Tuttavia, la pubblicità su Google rimane un canale cruciale per diversi motivi:

1. Dominio del mercato: Google detiene ancora la quota maggiore nel settore della ricerca online, garantendo una vasta audience potenziale.

    • Intenzioni di ricerca: Mentre l'AI può rispondere a domande informative, per ricerche transazionali (acquisti), comparative o per la ricerca di servizi specifici, gli utenti avranno comunque bisogno di visitare siti web per approfondire, confrontare offerte e finalizzare acquisti. In questi contesti, gli annunci a pagamento garantiscono visibilità immediata e posizioni privilegiate.
    • Brand Awareness e Discovery: La pubblicità a pagamento è fondamentale per costruire la consapevolezza del marchio e raggiungere utenti che non sanno ancora esattamente cosa stanno cercando, ma potrebbero essere interessati ai tuoi prodotti o servizi.
    • Targeting Avanzato: Gli strumenti pubblicitari di Google offrono funzionalità di targeting estremamente precise, permettendo di raggiungere il pubblico giusto al momento giusto, anche quando la ricerca è mediata dall'AI.
    • Integrazione con l'AI: È probabile che la stessa AI di Google integrerà nuove forme di pubblicità o raccomandazioni a pagamento direttamente nelle sue risposte, offrendo nuove opportunità per gli inserzionisti che sapranno adattarsi.
    • Ricerca Locale e di Prodotto Specifico: Per le ricerche locali (es. "ristorante vicino a me") o per prodotti molto specifici, gli annunci continuano a giocare un ruolo primario nell'indirizzare gli utenti verso l'offerta desiderata.

      Per sfruttare al meglio la pubblicità su Google nell'era dell'AI, è fondamentale:

  • Concentrarsi su parole chiave e query che implicano un'intenzione commerciale o di approfondimento, dove l'AI potrebbe non fornire una risposta definitiva ma indirizzare a fonti esterne.
  • Assicurarsi che il proprio sito offra contenuti di alta qualità, autorevoli e pertinenti, poiché l'AI potrebbe citarli o indirizzare gli utenti verso di essi.
  • Monitorare l'evoluzione delle integrazioni pubblicitarie all'interno delle interfacce AI di Google e adattare le strategie di conseguenza.

    In sintesi, la pubblicità su Google non è obsoleta, ma richiede un approccio più strategico, incentrato sulla comprensione del comportamento dell'utente nell'era dell'AI e sulla capacità di offrire valore sia tramite contenuti organici che attraverso campagne pubblicitarie mirate.

  • Nell'era dell'AI che risponde direttamente agli utenti, il miglior modo per fare pubblicità online si sposta verso la creazione di contenuti di alta qualità e autorevoli, ottimizzati per essere riconosciuti e utilizzati dalle intelligenze artificiali come fonte affidabile di risposte. Ciò significa focalizzarsi su informazioni utili e pertinenti che l'AI possa sintetizzare e presentare agli utenti, rendendo la visibilità come fonte autorevole un elemento chiave della strategia pubblicitaria e del marketing.

    Nell'era delle AI, il modo in cui i clienti cercano informazioni e prodotti è cambiato in modo significativo, diventando più fluido, intuitivo, conversazionale e profondamente personalizzato. Non si tratta più solo di digitare parole chiave in un motore di ricerca.

    Ecco come cercano le cose ora:

    1. Ricerca Vocale e Conversazionale:
    * Assistenti Vocali: Molti clienti usano assistenti come Siri, Alexa, Google Assistant o Cortana per fare domande, cercare prodotti, impostare promemoria o controllare dispositivi. Questo significa che formulano le loro richieste in linguaggio naturale, non più solo con parole chiave secche. Ad esempio, non digitano "ristorante pizza Roma", ma "Qual è la migliore pizzeria a Roma vicino a me che sia aperta ora?".
    * Chatbot e AI Conversazionali: Sui siti web, nelle app di messaggistica o nelle piattaforme di social media, i clienti interagiscono con chatbot intelligenti per ottenere risposte rapide a domande frequenti, assistenza clienti, o persino per effettuare acquisti, simulando una conversazione umana.

    2. Ricerca Semantica e Basata sull'Intento:
    * Grazie all'AI (come gli algoritmi BERT e MUM di Google), i motori di ricerca sono molto più bravi a comprendere il significato e l'intento dietro una query, non solo le singole parole. Possono contestualizzare la ricerca, capire sfumature e fornire risultati più pertinenti anche a domande complesse o poco chiare.

    3. Raccomandazioni Personalizzate e Proattive (Discovery):
    * Spesso, i clienti non "cercano" attivamente nel senso tradizionale, ma scoprono prodotti o servizi. Gli algoritmi AI analizzano il loro comportamento passato, le preferenze, le interazioni sui social media e persino quelle di utenti simili, per proporre contenuti, prodotti o servizi pertinenti ancora prima che l'utente pensi di cercarli. Questo avviene su piattaforme di e-commerce (Amazon, Zalando), social media (Instagram, TikTok, Facebook), servizi di streaming (Netflix, Spotify) e news feed.

    4. Ricerca Visiva:
    * Con strumenti come Google Lens, Pinterest Lens o le funzionalità di ricerca visiva integrate in molte app di shopping, i clienti possono fotografare un oggetto (un vestito, un mobile, un piatto) e cercare informazioni su di esso, dove acquistarlo o prodotti simili. L'AI interpreta l'immagine per fornire risultati.

    5. Domande Dirette e Risposte Immediate:
    * I motori di ricerca, supportati dall'AI, cercano sempre più di fornire risposte dirette e concise (ad esempio, tramite "featured snippets", pannelli di conoscenza o riassunti generati dall'AI) direttamente nella pagina dei risultati, riducendo la necessità per l'utente di cliccare su più link per trovare l'informazione desiderata.

    6. Ricerca tramite Influencer e Contenuti AI-Curati:
    * Sui social media, le scoperte avvengono spesso tramite influencer o contenuti virali che gli algoritmi AI ritengono rilevanti per l'utente. La fiducia verso le raccomandazioni di persone o algoritmi curati diventa un motore di ricerca implicito.

    In sintesi, la ricerca è diventata un'esperienza più integrata e meno frammentata, dove l'AI gioca un ruolo cruciale nel prevedere, interpretare e presentare le informazioni nel modo più utile e personalizzato possibile, spesso senza che l'utente debba formulare una richiesta esplicita.

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